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imprenditoria femminile

Cosa si intende per imprenditoria femminile?

Le imprese femminili nel tessuto imprenditoriale italiano sono molto più presenti di quello che si possa pensare.
Dati alla mano, già nel 2014 1 impresa su 5 era al femminile.

Un’impresa si definisce al femminile quando la partecipazione e/o il controllo è detenuto in maggioranza da donne.

Questo vale per qualunque livello di impresa anche se con parametri diversi:

  • per le società cooperative o di persona, la presenza femminile non dev’essere inferiore al 60%
  • per le società di capitali, le quote di partecipazione devono essere detenute ad un numero non inferiore ai due terzi da donne, così come per gli organi di amministrazione

Rientrano nella categoria anche le imprese individuali gestite da donne.

Chi può accedere ai fondi per l’imprenditoria femminile?

I tipi di imprese sopra elencate, guidati da donne, possono accedere spesso a finanziamenti a fondo perduto. Questo tipo di incentivi sono generalmente al 50% a fondo perduto mentre l’altra metà si può restituire con rate mensili a tasso agevolato.

Quali sono le forme di sostegno per l’imprenditoria femminile?

Esistono anche altre forme di sostegno per l’imprenditoria femminile come:

  • Microcredito: un vero e proprio prestito per le imprese al femminile o per le professioniste con partita Iva da almeno 5 anni.
    Per potervi accedere le imprese o le professioniste non devono avere più di 5 dipendenti; per le società di persona, SRL semplificate e cooperative non più di 10.
  • Fondo di Garanzia: non si tratta di un prestito o di un contributo economico. Lo stato si fa garante con l’ente bancario al quale si va a richiedere un finanziamento.
    La domanda per la concessione di garanzia può essere presentata, direttamente al Fondo di Garanzia, da imprese femminili e professioniste.
  • Autoimpiego Invitalia: è un incentivo gestito da Invitalia, e istituito con il Decreto legislativo 185/2000, Titolo I, che favorisce l’avvio di piccole e medie imprese gestite da giovani fino ai 35 anni e da donne (senza limiti di età).
    A partire dall’agosto 2015 questo è stato sostituito da “Nuove imprese a tasso zero”, un finanziamento d’impresa per progetti fino a 1,5 milioni di euro e che può coprire fino al 75% di spesa.È un supporto “a sportello” che finanzia:
    – produzione di beni nei settori industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli
    – fornitura di servizi alle imprese e alle persone
    – commercio di beni e servizi
    – turismoIl rimborso agevolato si realizza entro 24 mesi dalla firma del contratto.  Il piano di rimborso può durare al massimo 8 anni con due rate semestrali posticipate.

Quali bandi italiani attualmente prevedono finanziamento a fondo perduto?

In Italia attualmente i bandi a fondo perduto sono i seguenti.

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