Blog

credito d'imposta mezzogiorno

Sud e ripresa economica: investire adesso con il credito d’imposta per il Mezzogiorno 2021 – 2022

Una robusta scossa per indirizzare le aziende produttive del Sud Italia sul binario della ripresa economica proviene dalla proroga delle agevolazioni fiscali rappresentate dal credito d’imposta per il Mezzogiorno 2021.

Anche per quest’anno risulta chiara l’intenzione dello Stato di incoraggiare l’ammodernamento produttivo delle aree nazionali più depresse, soprattutto in previsione dell’atteso rimbalzo in risposta alla contrazione economica vissuta durante la fase acuta della pandemia.

Cos’è il credito d’imposta per il Mezzogiorno

Andiamo a definire cos’è il credito d’imposta per il Mezzogiorno. Si tratta di una misura volta a far ottenere un bonus fiscale a fronte di nuovi investimenti tecnologici produttivi nel quadro del più ampio piano di transizione verso l’Industria 4.0

Gli obiettivi di questa iniziativa sono fin troppo facili da elencare: un incentivo per le piccole, medie e grandi imprese a rinnovare il proprio apparato produttivo per sostenere a livello superiore le sfide di un mercato in imminente ripartenza, con ricadute positive a breve ed a lungo termine sull’indotto e sul territorio.

Oltre alla riconfigurazione degli apparati produttivi secondo un profilo moderno, il credito d’imposta per il Mezzogiorno si traduce in una percentuale non indifferente del recupero immediato di parte dell’investimento fatto ed il conseguente ritorno in termini di liquidità disponibile. Il tutto usufruendo di una misura garantita dallo Stato che può sostituirsi al bisogno di ricercare finanziamenti o aperture di credito presso i tradizionali canali privati.

Il credito fiscale ottenuto potrà essere utilizzato per compensare gli oneri dovuti al fisco (IVA, IMU, contributi previdenziali) fino all’azzeramento dell’intero F24.

A chi è destinato il credito d’imposta per il Mezzogiorno

Tra i destinatari di questa agevolazione rientrano tutti i titolari di reddito di impresa (definiti dall’art. 55 del TUIR) che acquistano beni strumentali nuovi per strutture produttive situate nelle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Non possono beneficiare di questo tipo di agevolazione i soggetti che operano nei seguenti settori:

  • Industria siderurgica;
  • Industria carbonifera;
  • Industria delle costruzioni navali;
  • Industria delle fibre sintetiche, trasporti e relative infrastrutture;
  • Produzione e distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche.

Credito d’imposta per il Mezzogiorno per il 2021 – 2022

Analizzare il credito d’imposta per il Mezzogiorno per il 2021 può far pensare ad una misura agevolativa recente, ma la sua istituzione risale già a qualche anno fa. È stato introdotto per la prima volta con la Legge di Stabilità 2016 che ne limitava la durata d’applicazione per il triennio 2016-2019. Una successiva prima proroga ha esteso i relativi benefici anche a tutto il 2020. Ma il legislatore non si è fermato qui, fissando con la Legge di Bilancio 2021 (L. 30 dicembre 2020 n.178) un’ulteriore dilazione che va a coprire gli esercizi 2021 e 2022.

La proroga di un biennio dimostra quanto tale misura non abbia ancora esaurito la sua funzione di incentivo. Il 2021 si presenta quindi come l’anno cruciale per la diffusione ed il successo di questa iniziativa, come suggerisce il rinnovo della modulistica di adesione da parte dell’Agenzia delle Entrate. I nuovi modelli, in vigore dal 31 marzo di quest’anno, vanno a sostituire tutte le precedenti versioni e vengono estesi anche alle comunicazioni di rettifica e di rinunce al credito d’imposta.

L’aumento della finestra temporale aperta a tutti gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2022 rappresenta un’occasione da non perdere per ammortizzare gli investimenti in essere e stendere finalmente un piano per quelli troppo a lungo rimandati, con la garanzia di una forma sicura di sostegno statale.

La retroattività del credito d’imposta

Ma un aspetto interessante del credito d’Imposta per il Mezzogiorno riguarda la sua efficacia retroattiva, utile alle molte realtà produttive a cui potrebbe essere sfuggito un incentivo di tale portata. Come abbiamo già accennato, tale agevolazione è stata introdotta nel 2016 e poi mantenuta attivo attraverso una serie di proroghe e integrazioni. Questo vuol dire che si può ancora usufruire del beneficio nuovi impianti, attrezzature e macchinari acquistati a partire dal 1º gennaio 2016 che rispettino i parametri di ammissibilità.

Proviamo a sintetizzare in maniera molto secca: aziende in piena attività che non hanno mai sentito parlare del credito d’Imposta per il Mezzogiorno ed hanno investito nell’aggiornamento dei loro impianti produttivi potrebbero aver maturato un credito nei confronti dell’Amministrazione Fiscale senza saperlo.

Benefici del credito d’imposta per il Mezzogiorno

Passiamo adesso a quantificare l’entità dei benefici del credito d’imposta per il Mezzogiorno.

Innanzitutto abbiamo specificato che si tratta di una misura che riguarda i nuovi investimenti per la propria impresa. Quali sono quelli ammissibili ai fini dell’agevolazione fiscale?

Il requisito fondamentale è che siano investimenti in beni strumentali all’attività dell’azienda, cioè devono concorrere al conseguimento del risultato economico d’esercizio.

Tali beni devono rientrare nelle categorie di “Impianti e macchinari” ed “Attrezzature industriali e commerciali”. La loro acquisizione dovrà essere collegata alla creazione di un nuovo stabilimento o all’ampliamento di uno già esistente ed essere funzionali al mantenimento, alla diversificazione o al rinnovamento delle proprie linee produttive.

I beni acquistati devono essere nuovi. Anche quelli acquisiti tramite leasing sono agevolabili, a patto che sia esercitata l’opzione di acquisto. Viene espressamente indicato la non ammissibilità per gli investimenti che verranno impiegati come “mera sostituzione” di quelli esistenti.

La misura del beneficio fiscale è diversificata a seconda delle regioni interessate e delle dimensioni dell’impresa. Nello specifico viene riconosciuto un credito d’imposta in percentuale del costo sostenuto per gli investimenti ammessi equivalente al:

  • 45% per le piccole imprese
  • 35% per le medie imprese
  • 25% per le grandi imprese

Fanno eccezione le regioni Abruzzo e Molise, le cui quote vengono leggermente ridotte al:

  • 30% per le piccole imprese
  • 20% per le medie imprese
  • 10% per le grandi imprese

Un altro beneficio riguarda la possibilità di cumulare l’agevolazione fiscale con altri incentivi fiscali come quelli previsti dalla legge Sabatini ed il bonus destinato alle Zone Economiche Speciali (ZES).

Per una valutazione completa della portata del credito d’imposta per il Mezzogiorno va tenuto presente che la fruizione di tale agevolazione è rilevante ai fini delle imposte IRPEF, IRES ed IRAP.

Come ottenere il credito d’imposta per il Mezzogiorno

Consapevoli che un’agevolazione del genere può servire da incentivo per la programmazione di nuovi investimenti o per recupero di quelli già sostenuti in precedenza, come ottenere il credito d’imposta per il Mezzogiorno?

Sicuramente non è semplice e non ci si può improvvisare, c’è bisogno di conoscenze tecniche specifiche e di professionisti del settore per non rischiare di inoltrare una domanda priva di requisiti e quindi inammissibile.

La legge prevede l’inoltro di una comunicazione all’Agenzia delle Entrate utilizzando modelli di domanda specifici con l’elenco dettagliato dei beni strumentali per cui si richiede l’ammissione al credito d’imposta.

Una volta assolte le verifiche del caso, l’Agenzia delle Entrate rilascia l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta riconosciuto. A partire dal quinto giorno successivo al rilascio di tale autorizzazione, il credito può essere utilizzato a compensazione degli oneri fiscali dichiarati sui modelli F24.

Un iter burocratico che a dispetto dell’apparente semplicità può nascondere delle insidie: dal rispetto dei requisiti di settore e territoriali alle caratteristiche dei beni segnalati per l’agevolazione, oltre al disbrigo di tutta la documentazione necessaria per accedere a questa misura.

Sinapsi-advisor è pronta ad affiancarti con puntualità e competenza facendosi carico della gestione di tutte le fasi previste dalla procedura di ammissione, dalla raccolta e analisi dei documenti necessari alla perfetta compilazione ed inoltro della richiesta presso l’Agenzia delle Entrate.Il momento di investire è adesso. Contattaci direttamente per una consulenza di pre-analisi gratuita e resta sintonizzato sulle nostre pagine social per aggiornamenti sulle nuove opportunità che potrebbero riguardare la tua azienda!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Finance & Consulting

Fiscalità e Finanza Agevolata per PMI e Startup, con forte focus sulle imprese Innovative